Finalmente, dopo 13 anni di pausa, è tornato quello che per qualche anno era stato un appuntamento fisso del kendo sangiorgese.

Malgrado le condizioni climatiche avverse (qualcuno ha misurato i 50° all’interno della palestra, ma non abbiamo prove) ed il pavimento anti-kendo del nostro dojo (ma è lì che si è svolto sempre questo trofeo e chi siamo noi per interrompere la tradizione?), 16 kendoka da Uminokenshi Porto San Giorgio, Yuushikai Civitanova Marche e Ikendenshin Pesaro, hanno combattuto per contendersi il prestigioso trofeo, indetto per la prima volta nel 2009 in ricordo del dojo Wayukan.

Tanto sudore, kiai e divertimento; poi soddisfazioni o riflessioni, come è giusto che sia dopo un confronto.

L’applauso va a tutti i partecipanti, uno forte a chi ha fatto del suo meglio per tentare di avanzare nel tabellone, uno fortissimo a chi era alle prime esperienze o si è cimentato per la prima volta in un evento simile. Un ringraziamento a Marco, Paolo e Corinna per essersi fatti carico dell’onore e dell’onere dell’arbitraggio ed un’ulteriore menzione speciale a Corinna per la gestione e la preparazione del dopo-gara al fresco di una pineta (non abbiamo foto che documentano il momento, indice di quanto tutti pensassero e si godessero il relax).

E’ giusto pubblicare l’esito della gara e complimentarsi con il podio, ma è ancor più importante ri-sottolineare che nella giornata, oltre a questi, ci sono molti altri successi e traguardi raggiunti, meno evidenti, non premiati, ma non meno importanti.

🥇 Mateo Dervishi (Uminokenshi Porto San Giorgio)

🥈 Riccardo Sina (Ikendeshin Pesaro)

🥉 Armonia Papetti (Uminokenshi Porto San Giorgio)

🥉 Alberto Montanari (Ikendenshin Pesaro)

Fighting Spirit: Angelo Polidori (Yuushikai Civitanova Marche)

Grazie a tutti da Uminokenshi, questo – insieme allo shiaijeiko – è il nostro piccolo contributo alla scena del kendo marchigiano che sta crescendo (e sicuramente è già cresciuta).
E’ stato un esperimento “in piccolo”, nella prossima edizione proveremo a coinvelgere tutti gli altri amici che, per questioni logistiche, non abbiamo potuto invitare questa volta.

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