
Durante gli anni, all’interno di un dojo si incontrano e si intrecciano tante esistenze. Alcuni praticanti sono meteore e se ne rammenta appena il nome; altri sono ricordati per via di aneddoti piacevoli, divertenti o qualche volta – di rado, per fortuna – più angoscianti; poi ci sono persone che hanno percorso con noi tanta di quella strada, da diventare anima del dojo.
Anzi, parte dell’anima del dojo, perchè – nella nostra concezione – un dojo è un insieme di persone, prima di un posto fisico. Quindi più che “il luogo in cui si percorre la via” per noi è “il gruppo con cui percorri la via”.
E se l’anima di un gruppo corrisponde a quella di una singola persona, qualcosa non va… E’ molto meglio quando c’è chi dà energia e spirito, chi cuore e mente, chi solidità e compostezza e chi uno sguardo al futuro.
Da sempre, Paolo, è stato il nostro “uomo da battere”, chi metteva l’asticella per resistenza e forza, l’elemento da shiai che dovevi avere in squadra e non contro. Tutto questo, senza guardare al grado o al successo agli esami.
In questo 2 Giugno 2024, Paolo ha decorato con il titolo “sandan” questo curriculum temerario.
Giusto per sottolineare che quando ci batte, lo fa con cognizione.

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