Nella pausa pranzo che precede l’esame, quando in pochi in realtà mangiano veramente, a causa della tensione per l’imminente prestazione, si parlava con Michela di uno dei possibili significati degli esami. Quello che non ammette i concetti di “promosso” o “bocciato”, ma che misura un processo di crescita.
Quello che è fondamentale, affinché gli obiettivi si raggiungano, è la continuità della crescita. Senza ombra di dubbio non può essere costante, uguale o paragonabile a quella degli altri, facile o agevole; ma deve essere, almeno nel lungo periodo, continua.
In questo Michela è certamente d’esempio per tutti, presente, partecipe, spinta ancora da quella voglia di praticare che la mosse, anni fa, ad accettare di praticare kendo a 62km da casa pur di non arrestare la sua crescita.
E se non lo fermi, questo processo, prima o poi ti porterà esattamente agli obiettivi che ti sei data.

Inutile dire che Uminokenshi è orgogliosa di questo risultato e dell’ottima prova!

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