Non si può iniziare questo resoconto, senza il più sincero e riconoscente ringraziamento alla Confederazione Italiana Kendo per aver scelto e permesso al nostro Marco di partecipare al 47th International Kendo Leaders Seminar, evento forse più noto con il nome della città che lo ospitava in passato KITAMOTO.

L’evento è pensato per fornire strumenti ad istruttori stranieri (non giapponesi) e quest’anno ha ospitato 27 patricanti, dal 3° al 4° dan, provenienti da: Taiwan, Fillandia, Gran Bretagnia, Svezia, Romania, Korea, Messico, USA, Turchia, Hawaii, Nuova Zelanda, Hong Kong, Italia, Argentina, Grecia, Spagna, Bulgaria, Australia, Ungheria, Filippine, Portogallo, Macedonia del Nord, Polonia, Croazia, Malta, Uruguai e Malesia.

La distanza dovuta alla varietà culturale e alle origini così lontane le une dalle altre, era incredibilmente (ed “incredibilmente” non è un termine usato con leggerezza) abbattuta da una lingua comune – quella del Kendo- e da vissuti che, se pur diversi, combaciavano nella pratica quotidiana di esercizi, tecniche, metodi, kata… identici dall’America all’Australia. Insomma, diversi nella lingua, religione, cultura, storia, ma del tutto simili con lo shinai in mano.

A guidare la classe, la AKJF ha messo a disposizione uno Staff molto numeroso, del quale nominiamo solo i referenti alle varie sessioni di pratica ed i maestri che hanno condiviso con Marco il quotidiano:

  • Masaharu Kakehashi, Hanshi 8° dan, incaricato della pratica dei Bokutō Ni Yoru Kendo Kihon-waza Keiko-ho e dei Nippon Kendo Kata
  • Takao Fujiwara, Hanshi 8° dan, incaricato della pratica dei fondamentali, degli shikake-waza e degli oji-waza
  • Akira Ijima, Kyoshi 8° dan, incaricato della pratica dell’arbitraggio
  • Susumu Takao, Hanshi 8° dan
  • Alex Bennett, Kyoshi 7° dan, interprete
  • Ryowa Tsurunaga, Renshi 6° dan, interprete

La durata del seminario è stata di una settimana, interamente vissuta all’interno del Nippon Budokan Training Centre di Katsuura (Chiba), una struttura che comprende il dojo, i dormitori, la mensa, un ofuro, un locale per l’asciugatura dei kendogi (dettaglio fondamentale), lavanderie e locali dedicati ad altre arti marziali (kyudo, sumo, judo…). Ogni momento della giornata, dalla pratica ai pasti, passando per i (rarissimi) momenti liberi, erano condivisi tra lo staff della AJKF ed i partecipanti al seminario che convivevano nella struttura.

Il calendario della giornata prevedeva:

  • 5:30 – 6:30 asageiko “volontario”;
  • 6:30 – 7:30 Bokutō Ni Yoru Kendo Kihon-waza Keiko-ho
  • 7:30 Colazione
  • 9:00 – 10:30 Nippon Kendo Kata
  • 10:40 – 11:30 Fondamentali, Shikake o Oji waza
  • 12:00 Pranzo
  • 13:30 – 15:30 Arbitraggio
  • 15:40 – 17:30 Kirikaeshi, Uchikomi, Mawari-geiko, Shido-geiko
  • 18:00 Cena
  • 20:00 Lezioni “teoriche”
  • 21:00 Luci spente

All’interno di questo programma, per far pratica nelle sessioni di arbitraggio, è stato svolto un torneo a squadre ed ospitato una competizione di ragazze e ragazzi dell’università locale.

Le lezioni “teoriche” invece hanno incluso questi argomenti: l’organizzazione della FIK, la storia del Kendo, l’antidoping.

Le giornate erano quindi estremamente intense, sicuramente impegnative, ma non per questo troppo estenuanti. Per ogni aspetto è stata sempre data maggior attenzione alla qualità rispetto alla quantità.

La settimana si è conclusa con una sessione d’esame dal 4° al 6° dan.

Termina questo breve resoconto, volutamente più “tecnico” che personale, ringraziando nuovamente la Confederazione Italiana Kendo, per aver reso possibile tutto ciò; nonché quanti si adoperano quotidianamente affinché l’Italia faccia parte di una grande organizzazione che, non superficialmente, nel suo statuto definisce:

The purposes of FIK are to internationally propagate and promote Kendo as well as to
develop the mutual trust and friendship among the Affiliates through Kendo.


[Gli obiettivi della FIK sono di propagare e promuovere a livello internazionale il Kendo così come
sviluppare la fiducia reciproca e l’amicizia tra gli Affiliati attraverso il Kendo.]

PS. Non sono mancati momenti goliardici più o meno autorizzati…

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